La Stampa, Turin, Italy

La Stampa | Written by Nicolas Lozito

Le bizzarre costruzioni della fotografa olandese Marie Cecile Thijs si sposano a meraviglia con le stanze dell’antico palazzo che li ospita.

La fotografa olandese - alla sua prima esposizione personale italiana, curata da Enrico Debandi - presenta trentacinque scatti, l’uno più bizzarro e incredibile dell’altro. Gatti con la gorgiera rinascimentale, ceci volanti, conigli che si abbracciano in un mare di carote. Donne vestite con abiti d’altri tempi. Ritratti con semplicità ed eleganza, tanto da non far dubitare neanche un istante che quella immortalata sia la nostra realtà. Allo stesso tempo, però, più che foto sembrano quadri. Fiamminghi o toscani.

Non è un caso che la mostra, parte del programma del Bocuse d’Or Off, si intitoli quindi «l’inusuale è naturale» e che la fotografa si sia «ispirata alla cultura pittorica europea», come ha dichiarato ieri all’inaugurazione della mostra. Le stanze senza tempo dove le immagini sono appese creano un effetto moltiplicatore. E per la prima volta, una mostra è allestita anche nei locali in cui si trovavano le cucine dei Marchesi di Saluzzo, recentemente recuperati.

Le fotografie - divise in sette sezioni, ognuna dedicata a uno dei principali filoni artistici del lavoro di Marie Cécile Thijs: Food Portraits, Cooks, White Collar, Tulips, Human Angels. Majestic, Amazones - sono appese vicino a pianoforti, enormi tende e persino nelle cucine, visto che uno dei temi ricorrenti, oltre ai felini e alle donne, è proprio il cibo. «Le mie foto sono perfette per questo luogo», dichiara entusiasta Thijs, che ha da sempre guardato l’Italia per ispirarsi.

Il dispiacere, quindi, è che ci sia spazio solo per 35 immagini. Perché le sue opere sembrano davvero nate per gli spazi di Palazzo Paesana: il passato e il futuro catturati tra il parquet e gli alti soffitti. Scatti naturali e indecifrabili che vi cattureranno.

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Le bizzarre costruzioni della fotografa olandese Marie Cecile Thijs si sposano a meraviglia con le stanze dell’antico palazzo che li ospita.

La fotografa olandese - alla sua prima esposizione personale italiana, curata da Enrico Debandi - presenta trentacinque scatti, l’uno più bizzarro e incredibile dell’altro. Gatti con la gorgiera rinascimentale, ceci volanti, conigli che si abbracciano in un mare di carote. Donne vestite con abiti d’altri tempi. Ritratti con semplicità ed eleganza, tanto da non far dubitare neanche un istante che quella immortalata sia la nostra realtà. Allo stesso tempo, però, più che foto sembrano quadri. Fiamminghi o toscani.

Non è un caso che la mostra, parte del programma del Bocuse d’Or Off, si intitoli quindi «l’inusuale è naturale» e che la fotografa si sia «ispirata alla cultura pittorica europea», come ha dichiarato ieri all’inaugurazione della mostra. Le stanze senza tempo dove le immagini sono appese creano un effetto moltiplicatore. E per la prima volta, una mostra è allestita anche nei locali in cui si trovavano le cucine dei Marchesi di Saluzzo, recentemente recuperati.

Le fotografie - divise in sette sezioni, ognuna dedicata a uno dei principali filoni artistici del lavoro di Marie Cécile Thijs: Food Portraits, Cooks, White Collar, Tulips, Human Angels. Majestic, Amazones - sono appese vicino a pianoforti, enormi tende e persino nelle cucine, visto che uno dei temi ricorrenti, oltre ai felini e alle donne, è proprio il cibo. «Le mie foto sono perfette per questo luogo», dichiara entusiasta Thijs, che ha da sempre guardato l’Italia per ispirarsi.

Il dispiacere, quindi, è che ci sia spazio solo per 35 immagini. Perché le sue opere sembrano davvero nate per gli spazi di Palazzo Paesana: il passato e il futuro catturati tra il parquet e gli alti soffitti. Scatti naturali e indecifrabili che vi cattureranno.

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